Alla scoperta del soprano Dominika Zamara. Un artista di fama Internazionale polacca d’origine, ma dal cuore Italiano.

Non sempre facile parlare di un artista, è come osservare un diamante, con tutte le sue sfaccettature, il suo brillare a contatto con una fonte luminosa, nella fattispecie: l’artista, la professionista, la donna.Questo è il caso di Dominika Zamara, un soprano di fama internazionale conosciuta dal pubblico che segue la musica lirica. Andiamo per ordine, nel 2006 arrivò a Verona per una borsa di studio per il Conservatorio E. F. Dall’Abaco e successivamente il suo perfezionamento nel Bel Canto, con Maestri di grande calibro quali: Enrico De Mori, Alida Ferrarini, Bruno Bola e Mario Melani.

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Laureatasi con il massimo dei voti nel 2007 all’Accademia Karol Lipiński della sua città natale Wrocław in Polonia, subito dopo fece il rientro nel Bel Paese, che lei stessa ammette di amare e dove abita, fu da qui che iniziò la sua carriera cha la vide nell’esordio nell’opera “La Bohème” di Giacomo Puccini nel ruolo di Mimi a Padova. Da li in poi è stato un susseguirsi di successi, in gran parte d’Europa, USA, America Latina, Nord America, Corea del Sud, Cina e Australia, esibendosi nei più prestigiosi Teatri con Opere, Concerti da Camera, Musica Sacra ed anche contemporaneo, insignita di molteplici menzioni, tra cui in due enciclopedie in Polonia, vincitrice di numerosi premi, tra i quali il Premio Cartagine 2.0 nel 2020 presso il Palazzo del Campidoglio a Roma. Ha registrato 4 dischi, l’ultimo uscito nel 2020. Poliglotta, parla fluentemente tre lingue: polacco, italiano ed inglese e canta in italiano, francese, inglese, polacco, tedesco, russo, ceco, slovacco e latino.

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La Zamara oltre l’artista, la professionista, lei stessa dice: “ho avuto solo un sogno e un unico obbiettivo nella vita e ho perseguito quello, non mi sono mia data una seconda opzione, credo che avere un piano b nel più dei casi significhi non credere in sé stessi”. Alla domanda come ti approcci ad un ruolo nell’opera “oltre alla parte musicale, devo entrare in simbiosi con la psicologia del personaggio e per il periodo di tutta la produzione non sono più me stessa ma il personaggio che interpreto e quando sono in scena vivo e sento i suoi stati d’animo, amo chi lei ama, odio quello che lei odia, soffro le medesime pene e dolori e gioisco delle delle sue gioie è un concetto un po’ difficile da spigare”.  Oltre l’artista, la professionista, la donna, risulta difficile carpire troppo di lei, dice: “non saprei che raccontare di me stessa, oltre a dire che sono un soprano e che amo la musica, dedico dall’ottanta al novanta per cento della mia vita al canto ed alla mia carriera, non ho tempo per altre cose. Quello che mi piacerebbe fare al difuori della musica è il traking in montagna, andare a rilassarmi alle terme, la lettura e il cinema ed il mio unico vizio e il cioccolato”.

Questo è un breve spaccato della vita di un artista che abbiamo avuto il piacere di sentire e di conoscere.

Redazione

www.dominikazamara.eu

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